Visite pediatriche preventive

Le visite pediatriche preventive aiutano anche le mamme

Un programma di visite pediatriche preventive si è rivelato benefico per la salute delle neo-mamme, oltre che per quella dei loro bambini

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Le visite pediatriche preventivi sono fondamentali per migliorare la salute dei neonati. Oltre a questo, aiutano le neo-mamme a gestire al meglio la loro stessa salute. È quanto rivela uno studio supportato dal UPMC.

Visite preventive per bambini e mamme

Lo studio ha analizzato gli effetti del programma sviluppato dall’IMPLICIT Network (Interventions to Minimize Preterm and Low birth weight Infants through Continuous Improvement Techniques). Si è concentrato in particolare sui dati delle visite fatte da febbraio 2015 ad aprile 2017.

Il programma prevede visite pediatriche preventive programmate a scadenze regolare. In questa occasione, il medico visita il bambino e la mamma. In questo modo individua eventuali fattori di rischio per la salute di entrambi, come fumo, depressione, carenza di vitamine.

Spesso le neo-mamme perdono di vista la propria salute, focalizzandosi solo su quella del nuovo nato. Questo è negativo per loro, per il bambino e anche per le gravidanze successive. Le visite pediatriche preventive sono invece un’occasione per migliorare la loro salute prima di un eventuale nuovo concepimento.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato più di 5.900 bambini nel corso di più di 17.600 visite. Le neo-mamme sono state presenti al 92,7% degli appuntamenti, permettendo ai medici di parlare anche della loro salute. La presenza delle donne ha permesso ai medici di individuare le seguenti problematiche:

  • dipendenza da tabacco (16,2%)
  • depressione (8,1%)
  • mancanza di contraccezione (28,2%)
  • carenza di vitamine (45,4%).

Individuate per tempo, queste problematiche sono tutte risolvibili con un intervento medico mirato. Il modello delle visite pediatriche preventive si è quindi dimostrato benefico per la salute di bimbi e mamme. Se ampliata, questa strategia potrebbe aiutare anche il lavoro dei medici di famiglia.

Fonte: medicalxpress.com

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