Vaccino per la pertosse in gravidanza

Il vaccino per la pertosse in gravidanza protegge anche il bambino

Fare il vaccino per la pertosse in gravidanza protegge non solo la mamma, ma anche il bambino nei mesi successivi al parto
Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

La pertosse è una malattia potenzialmente letale per i bambini molto piccoli, non ancora in grado di vaccinarsi. Le future mamme possono però provvedere a questo: fare il vaccino per la pertosse in gravidanza protegge anche il neonato. Ecco perché i Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC) lo consigliano a tutte le future mamme.

Il vaccino per la pertosse in gravidanza è ha un’efficacia del 91% nei primi 2 mesi di vita del bambino. È più ampia di quella fornita in media dal vaccino fatto a 4 mesi, che dà l’85% di protezione. Ciò significa che vaccinarsi in gravidanza protegge il bambino nel suo primo anno di vita, quando la malattia è più pericolosa.

Esistono due versioni del vaccino, uno per gli adulti (DTaP) e uno per i bambini (Tdap). Entrambi proteggono contro pertosse, tetano, difterite, ma hanno formulazioni leggermente diverse. Una donna adulta ha un sistema immunitario maturo, che dà una risposta più forte e rende il vaccino DTaP più efficace. Anche il sistema immunitario del neonato sviluppa i propri anticorpi in risposta al Tdap, ma rimane meno maturo. Ne consegue che il vaccino è meno forte per lui.

Dal 2013 i CDC consigliano il vaccino per la pertosse in gravidanza. Va effettuato per ogni nuova gravidanza, possibilmente tra la 27° e la 36° settimana. La procedura va ripetuta indipendentemente da quando è stato fatto l’ultimo richiamo, così da garantire il livello massimo di protezione.

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