Trapianto di midollo

Lotta alle leucemie: funziona il trapianto di midollo da genitore

I medici dell’Ospedale Bambino Gesù hanno annunciato l’efficacia di una nuova tecnica che rende compatibili le staminali di un genitore

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

L’Ospedale Bambino Gesù annuncia una svolta nella lotta alle leucemie: il trapianto di midollo da genitore funziona. La nuova tecnica potrebbe salvare la vita a centinaia di bambini affetti da cancro del sangue. In alcuni casi, infatti, le cellule staminali di un donatore sono l’unica speranza. Purtroppo non sempre se ne trova uno compatibile.

La compatibilità dei genitori

I genitori sono dei pessimi donatori di midollo osseo, in quanto compatibili con i figli solo in parte. È più probabile riscontrare una compatibilità tra fratelli, ma non è comunque certo che accada. La soluzione migliore sarebbe la conservazione del cordone ombelicale a scopo precauzionale, ma è una pratica ancora poco diffusa.

I ricercatori dell’ospedale romano hanno elaborato una tecnica per manipolare le cellule staminali. Lo scopo era rendere i genitori donatori compatibili per i figli, così da poter procedere con il trapianto in caso di bisogno. La tecnica si era già dimostrata efficacie contro le immunodeficienze e le malattie genetiche. La sperimentazione del Bambino Gesù offre grandi speranze anche per il trattamento delle leucemie.

Come funziona

La nuova tecnologia manipola il midollo del donatore in modo da eliminare in maniera selettiva ciò che non va. I medici eliminano i linfociti T alfa e beta, le cellule responsabili del rigetto. Lasciano però intatti i linfociti T gamma e delta, che proteggono l’organismo contro le infezioni e le recidive. In questo modo il corpo del bambino non reagisce contro le cellule staminali donate.

I trial clinici hanno dimostrato che la nuova tecnica ha un rischio di mortalità minimo, intorno al 5%. Provoca inoltre un rischio di ricaduta del 24%, con quindi un tasso di successo superiore al 70%. Le probabilità di guarigione completa sono quindi di poco superiori a quelle derivanti da un trapianto tradizionale.

L’approccio elaborato dal Bambino Gesù è applicabile a centinaia di bambini affetti da leucemie. Potrebbe salvare la vita a quanti non hanno un fratello compatibile né sangue cordonale conservato.

Fonte: huffingtonpost.it

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi unirti alla discussione?
Sentiti libero di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calcola e digita il valore numerico *