Test preimpianto

Il test preimpianto è un diritto: condannata la Mangiagalli

Il Tribunale di Milano ha dichiarato che i test preimpianto sono un diritto per tutte le coppie affette da malattie genetiche trasmissibili
Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

In caso di malattia genetica di uno dei genitori, la diagnosi preimpianto è un diritto. L’ha dichiarato il Tribunale di Milano, citando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Consulta. Il giudice Martina Flamini della prima sezione civile ha infatti firmato un’ordinanza che impone alla Mangiagalli l’esecuzione degli esami preimpianto. In questo modo sarà possibile verificare lo stato di salute degli embrioni e trasferire in utero solo quelli sani.

Nel 2014 una coppia ha avviato una causa civile contro la Clinica Mangiagalli e la Regione Lombardia. L’uomo è affetto da una malattia genetica che provoca la formazione di tumori alle ossa, chiamata esostosi. È una malattia che costringe a subire decine di interventi nella vita e che i due genitori desideravano risparmiare al figlio. Si sono quindi rivolti alla Mangiagalli per ricorrere alla fecondazione assistita.

Alla richiesta della coppia di eseguire la diagnosi preimpianto, l’ospedale ha risposto di non avere a disposizione i macchinari necessari. Il rifiuto ha quindi costretto la coppia ad andare altrove, con spese superiori ai 13mila euro. Il giudice Flamini ha contestato la costituzionalità di un comportamento del genere e ha inviato il caso alla Consulta a marzo 2015.

La Consulta si era già pronunciata sul tema con la sentenza 96/2015, che dichiarava la legge 40 illegittima. La Legge 40 impediva infatti la diagnosi preimpianto e impediva la procreazione medicalmente assistita alle coppie portatrici di gravi malattie genetiche. Una legge che secondo la Consulta andava contro la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che dichiara che è diritto di un genitore mettere al mondo un figlio sano.

Secondo il Tribunale, la clinica dovrà eseguire gli esami preimpianto in caso di malattia genetica trasmissibile. Nel caso in cui non sia disponibile la tecnologia, sarà compito della sanità pubblica provvedere mediante altre strutture sanitarie.

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