Stress prenatale

Lo stress prenatale predispone le femmine alle abbuffate

Abbuffate compulsive in situazioni difficili? La colpa potrebbe essere dello stress prenatale, che colpisce soprattutto le femmine

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Lo stress influenza in maniera determinante le nostre abitudini alimentari. Il meccanismo potrebbe però non essere solo psicologico. Uno studio sui topi ha mostrato che i piccoli sottoposti a stress prenatale sono più inclini alle abbuffate compulsive. In particolare le femmine condividono alcuni tratti epigenetici delle madri attivati dallo stress, che le spingono ad abbuffarsi. I ricercatori hanno prevenuto il fenomeno inserendo nell’alimentazione delle topoline livelli adeguati di vitamina B12 e di folati.

Studi precedenti avevano individuato un collegamento epidemiologico tra abbuffate compulsive ed eventi traumatici nei primi anni di vita. Secondo questa ricerca, però, lo stress lascerebbe il segno addirittura nel grembo materno, soprattutto nelle femmine. Lascerebbe infatti segni a livello epigenetico nel cervello dell’embrione, influenzandone il comportamento in età adulta.

I ricercatori hanno fatto ingravidare topi con anomalie nei circuiti cerebrali responsabili per il rilascio del cortisolo. Durante il terzo trimestre di gravidanza hanno attivato questi meccanismi, così da provocare in loro ansia e mancanza di appetito. In questo modo hanno ottenuto dei modelli di animali naturalmente e cronicamente stressati, senza bisogno di interventi esterni.

Le femmine nate dai soggetti stressati hanno mostrato marker epigenetici nei tessuti dell’ipotalamo. Questi marker da soli non hanno provocato nessun comportamento anomalo. Le cavie si lanciavano in abbuffate compulsive solo sotto stress e in situazioni di accesso limitato al cibo. I ricercatori avevano infatti creato delle finestre di 2 ore 3 volte alla settimana, durante le quali le topoline avevano libero accesso al cibo.

I marker epigenetici attivati dallo stress erano fortemente influenzati da alcuni gruppi di vitamine e di folati. Gli scienziati hanno quindi modificato i livelli di vitamine nella dieta delle cavie. Le cavie predisposte alle abbuffate compulsive hanno normalizzato i loro comportamenti alimentari. Ciò suggerisce che un’alimentazione bilanciata possa quanto meno arginare il problema.

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