Stimolazione ovarica

I vantaggi della stimolazione ovarica personalizzata per la IVF

La stimolazione ovarica è una fase fondamentale nella IVF. Uno studio prova l’importanza di un dosaggio ormonale personalizzato

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Un trial ha mostrato i benefici della stimolazione ovarica personalizzata per la fecondazione in vitro. Lo studio ha contrapposto dosaggi ormonali personalizzati a quelli standard, di solito usati nei trattamenti per la fertilità. I risultati hanno mostrato che la stimolazione personalizzata riduce il rischio di iperstimolazione.

Come funziona la stimolazione ovarica

La stimolazione ovarica controllata è una fase critica nella fecondazione in vitro. Serve infatti a ricavare un numero sufficiente di ovociti per portare avanti le procedure. Il dosaggio segue linee standard basate su età e peso della donna e viene eventualmente modificato nel corso del trattamento. Lo scopo sarebbe ottenere almeno 10-15 ovociti utilizzabili, ma in molti casi non va così. Ciò suggerisce che le variabili ad oggi usate per il dosaggio sono imperfette.

Follitropina delta VS follitropina alfa

I ricercatori hanno testato un nuovo ormone per la stimolazione dei follicoli, la follitropina delta. Per il dosaggio si sono basati sul peso delle pazienti e sui loro livelli di ormone antimulleriano. Quest’ultimo è l’ormone che controlla la formazione dei follicoli. L’hanno comparato con la follitropina alfa, usata nei trattamenti standard e dosata secondo le normali procedure.

Nello studio un gruppo ha usato la follitropina delta e un gruppo la follitropina alfa. Le donne del primo gruppo hanno ricevuto un dosaggio di ormoni calcolato all’inizio e rimasto immutato. Le donne del secondo gruppo, invece, hanno assunto un dosaggio standard modificato poi durante lo studio.

I benefici del dosaggio personalizzato

Secondo i dati, il dosaggio personalizzato della follitropina delta ha dato risultati migliori, anche senza aggiustamenti successivi. Il numero di ovociti ottenuti nel primo e nel secondo gruppo è stato simile. Ciononostante, le pazienti del primo gruppo hanno avuto meno problemi di iperstimolazione.

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