Staminali: entro dieci anni la cura per il diabete, ma solo se si sconfigge la burocrazia

Staminali: entro dieci anni la cura per il diabete, ma solo se si sconfigge la burocrazia

Staminali: entro dieci anni la cura per il diabete, ma solo se si sconfigge la burocrazia

Camillo Ricordi, direttore dell’Istituto per la ricerca sul diabete dell’Universita’ di Miami, ha dichiarato oggi che entro dieci anni potrebbe essere pronta una cura per il diabete attraverso l’impiego di cellule staminali, ma solo se saranno rimosse le barriere burocratiche nel campo della ricerca. Ma è davvero possibile semplificare la via verso la guarigione?

La previsione del dottor Ricordi è arrivata in occasione dei sessantottesimo congresso della Società italiana di pediatria, dove è stata presentato l’ultimo traguardo della ricerca nel campo della cura del diabete: un team di ricercatori americani e cinesi ha infatti portato a termine una sperimentazione su 15 pazienti, dimostrando che trattando con cellule staminali del cordone ombelicale le cellule del sistema immunitario è possibile riprogammarle in modo da evitare che aggrediscano le cellule produttrici di insulina. Nei pazienti sottoposti a questo trattamento si è arrivati a un fabbisogno di insulina diminuito sino a un massimo del 35%. Un risultato raggiunto in maniera rapida e senza l’impiego di alcun farmaco.

Un’altra possibile via in fase di studio è inoltre la generazione di isole pancreatiche a partire da cellule staminali embrionali. La sperimentazione clinica sui pazienti potrebbe già iniziare nel 2013 mentre i ricercatori sono al lavoro per cercare di ottenere i medesimi risultati da cellule staminali adulte, un traguardo che richiederà però un tempo maggiore di studi prima di essere raggiunto.

Ricordi ha però sottolineato come questo genere di attività sia fortemente limitato da ostacoli burocratici che ne rallentano la riuscita, ostacoli presenti non solo nel nostro Paese ma anche negli stati uniti e nel mondo. “Ad oggi” ha dichiarato Ricordi “servono due miliardi di dollari per finanziare lo sviluppo di nuove cure”. Per questo il professore ha fondato l’associazione “the cure alliance”, con lo scopo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi della ricerca scientifica.

1 commento
  1. Cristina
    Cristina says:

    Wowww che bella notizia..che bello questo forum!!!!Finalmente qualcosa di interessante..vi seguirò con piacere!!
    GRAZIE

    Rispondi

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