A Bologna si sperimenta l’iniezione di cellule staminali contro l’artrosi al ginocchio

L’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna cerca pazienti che vogliano sottoporsi a un’iniezione di cellule staminali per contrastare il dolore causato dall’artrosi al ginocchio. Devono avere un’età tra i 45 e i 70 anni.Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Una sperimentazione per lenire il dolore provocato dall’artrosi al ginocchio con un trapianto di cellule staminali.

L’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna cerca pazienti per un’importante ricerca che usa fondi per sei milioni di euro dell’Unione europea. Lo studio riguarda anche altri centri in Irlanda, Inghilterra, Francia, Germania e Olanda. Si tratta del progetto  “Adipoa-2” e continua una ricerca iniziata anni fa.

Secondo quanto reso noto dal responsabile della Reumatologia del Rizzoli, Riccardo Meliconi, ci sono ottime prospettive nell’utilizzo di cellule staminali – alla base della medicina rigenerativa – nel trattamento di malattie dell’apparto muscolo-scheletrico. Scopo della sperimentazione è quello di migliorare il benessere dei malati, che altrimenti sarebbero soggette a gravi limitazioni motorie e a un dolore di fatto cronico.

Al momento oltre 150 pazienti si sono detti disponibili a sottoporsi all’iniezione di cellule staminali. le mail arrivate all’Istituto, da parte di pazienti disponibili. Per poter partecipare alla sperimentazione occorre avere un’età compresa tra i 45 e i 70 anni e una diagnosi di artrosi del ginocchio sintomatica da lieve a moderata.
Sarà escluso chi ha avuto traumi o si è sottoposto a operazioni chirurgiche nell’ultimo anno, tra cui anche protesi del ginocchio o dell’anca, così come chi soffre di artriti infiammatorie.
Tra tutte le richieste che arriveranno all’ospedale, i medici selezioneranno i pazienti ritenuti idonei, che cominceranno un percorso della durata di due anni. Si sottoporranno al prelievo del tessuto adiposo, che subirà un trattamento. Le cellule staminali verranno poi iniettate nel ginocchio. Alcune visite e di esami (risonanza magnetica, radiografie, prelievi) verificheranno l’efficacia della terapia basata sulle cellule staminali.
Fonte: “la Repubblica”

 

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