Sangue cordonale difetto cardiaco congenito

Sangue cordonale contro un difetto cardiaco congenito

Un altro studio sulla sindrome del ventricolo sinistro ipoplasico mira a usare le staminali del sangue cordonale per combattere la malattia Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Ci sono buone notizie per chi nasce con la sindrome del ventricolo sinistro ipoplasico. Si tratta della stessa malattia di Autumn e anche in questo caso la speranza arriva dalle staminali. La differenza è che questa volta si parla di staminali ricavate dal sangue cordonale.

La speranza chiusa in una fiala

I genitori di Ryals hanno scoperto della malattia mentre era ancora nel ventre materno. I medici hanno comunicato loro che spesso la sindrome uccide entro i primi tre mesi di vita. Una notizia agghiacciante per la coppia, che per fortuna ha trovato la speranza presso il dottor Nelson.

Chi soffre di sindrome del ventricolo sinistro ipoplasico si deve sottoporre a tre interventi. Il primo avviene alla nascita; il secondo tra i 3 e i 6 mesi; il terzo intorno ai 3 anni di età. Gli interventi permettono al bambino di continuare a vivere, ma non sono perfetti. Man mano che il cuore invecchia, le sue condizioni peggiorano. Spesso si rende quindi necessario un trapianto di cuore.

Prima ancora di nascere, Ryals è entrato nel programma del dottor Nelson per il trattamento della sindrome. L’obiettivo del team di 60 medici è ricostruire il ventricolo e renderlo più forte. Stimolare la crescita del muscolo dovrebbe rimandare se non evitare la necessità di un trapianto. La chiave è tutta nelle cellule staminali del sangue cordonale.

Perché il sangue cordonale

I medici del team hanno raccolto il sangue cordonale di Ryals e l’hanno congelato. Al momento del secondo intervento, hanno iniettato le cellule staminali direttamente nel cuore. Rispetto alle cellule prelevate da un donatore, queste sono al 100% compatibili. Annullano quindi rischi legati al rigetto, sempre dietro l’angolo con le cellule del midollo osseo.

Secondo i ricercatori, la combinazione tra diagnosi prenatale e conservazione del sangue cordonale potrebbe salvare molti bambini. Infatti, sapendo in anticipo della malattia diventa più facile prepararsi per tempo e conservare le cellule staminali.

Fonte: medicalxpress.com

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