Sangue cordonale geneticamente modificato per trattare le lesioni spinali

I ricercatori della Kazan Federal University hanno modificato geneticamente il sangue cordonale, riuscendo ad aumentare il numero di assoni rigenerati, ridurre la formazione di cicatrici e promuovere il recupero comportamentale, grazie a trapianti in topi con lesioni del midollo spinale.

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Il trapianto di cellule del sangue cordonale geneticamente modificate che trasportano un transgene ha un maggiore effetto stimolante sulla rigenerazione del sistema nervoso centrale post-trauma.

In caso di lesioni del midollo spinale, l’area adiacente l’epicentro della lesione viene coinvolto nel processo patologico. Per questo, per ottenere un’azione terapeutica completa, il gene deve arrivare non solo all’epicentro della lesione traumatica, ma anche nelle zone circostanti.

Due transgeni, come il VEGF e GDNF, si sono rivelati potenti fattori per il mantenimento della vitalità di un numero importante di cellule di diverse popolazioni nel midollo spinale, inclusi i neuroni motori.

VEGF stimola la neurogenesi, la crescita assonale e la rapida riproduzione di astrociti e di cellule staminali neurali. GDNF riduce l’apoptosi e il tessuto in degenerazione e sostiene la crescita della proteina 43.

Per questo studio, i ricercatori della Kazan Federal University hanno utilizzato le cellule umane del sangue cordonale mononucleari (UCB-MCS), facile da produrre e sicure, a bassa immunogenicità e con un elevato potenziale per l’aumento della neurorigenerazione, geneticamente modificate con i due geni VEGF e GDNF. Conoscendo l’azione di VEGF e GDNF attraverso i recettori, gli studiosi hanno ipotizzato che il trapianto simultaneo di questi due geni terapeutici avrebbe portato effetti neuroprotettivi sinergici.

Pertanto, utilizzando come cavie ratti con lesioni spinali, sono stati analizzati dei parametri, come la gravità della cicatrice gliale, l’entità della rigenerazione assonale, il recupero della funzione motoria. I risultati ottenuti hanno mostrato che i vettori adenovirali codificanti VEGF e GDNF, utilizzati per trasdurre UCB-MC, hanno dimostrato di essere efficaci.

Il sangue cordonale geneticamente modificato è riuscito ad aumentare il numero di assoni risparmiati/rigenerati, a ridurre la formazione della cicatrice gliale e a promuovere il recupero comportamentale, se trapiantato subito il verificarsi delle lesioni del midollo spinale. I ricercatori hanno dunque concluso che le cellule staminali del sangue cordonale geneticamente modificate rappresentato una strategia promettente per migliorare la rigenerazione del midollo spinale post-traumatico.

Fonte: “Science Daily”

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