Evitare la perdita dell'olfatto

La perdita dell’olfatto è reversibile? Lo sarà con le staminali

Con l’età 1 persona su 4 subisce una parziale perdita dell’olfatto. Grazie a uno studio della UC Berkeley, il processo potrebbe diventare reversibile
Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Gli scienziati della UC Berkeley hanno combinato nuove tecniche di sequenziamento dell’RNA con analisi statistiche dettagliate. Il tutto per trovare le cellule staminali del naso con maggiore facilità. La procedura potrebbe rendere la perdita dell’olfatto reversibile ed essere applicata anche ad altri tipi di cellule staminali.

La possibile causa dell’anosmia

L’autore principale dello studio John Ngai ha evidenziato che circa ¼ delle persone sopra i 50 subiscono una parziale perdita dell’olfatto. Alcuni casi di anosmia sono legati ad incidenti identificabili, ma sono la minoranza. Non esiste invece una spiegazione per i casi legati all’invecchiamento, né un modo per invertire il processo. Perfino la diagnosi del problema è al momento difficile, poiché mancano test standardizzati come quelli per l’analisi della vista.

Nei casi di perdita dell’olfatto dovuta all’età, la causa potrebbe stare in un cattivo funzionamento delle cellule staminali. Il team sta studiando il modo in cui i neuroni sensoriali olfattivi maturano a partire dalle cellule staminali nel naso. Secondo gli studiosi, con il passare del tempo le cellule staminali potrebbero fare sempre più fatica a sostituire le cellule perse. Ciò comporterebbe una progressiva diminuzione delle cellule, con conseguente indebolimento delle funzioni.

La nuova tecnica di analisi

Il team di Ngai si è focalizzato sulle cellule e sulle molecole coinvolte nel funzionamento dell’olfatto. Le cellule olfattive fanno parte sia dell’epitelio – lo strato esterno del corpo – sia del sistema nervoso. Incorporano infatti neuroni che si connettono direttamente con l’area del cervello addetta all’olfatto. Questi ultimi derivano dalle cellule staminali adulte, che producono anche altre cellule che supportano i neuroni.

Grazie a una nuova tecnica di sequenziamento dell’RNA, i ricercatori hanno individuato le caratteristiche delle cellule staminali specializzate nella produzione di neuroni olfattivi. Hanno quindi analizzato i dati con un algoritmo, così da identificare tutte le cellule con un profilo RNA simile. In questo modo sono stati in gradi di monitorare le cellule staminali destinate a produrre cellule olfattive.

Per il momento lo studio si limita ai modelli animali. Saranno necessari studi ulteriori, incentrati sull’anosmia umana.

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