Paracetamolo in gravidanza

Il paracetamolo in gravidanza aumenta il rischio di ADHD?

È stato individuato un collegamento tra paracetamolo in gravidanza e disturbo dell’attenzione nella prole. Per il momento le cause sono poco chiare

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Un largo studio pubblicato sulla rivista Pediatrics ha mostrato un collegamento tra uso di paracetamolo in gravidanza e ADHD nella prole. Si tratta dell’ultimo di una lunga serie, che conferma quanto già affermato in precedenza.

Gli studi precedenti

Si calcola che negli Stati Uniti quasi il 70% delle donne consumi il farmaco nel corso della gestazione. La percentuale si assesta tra il 50% e il 60% in Europa.

Già nel 2013 uno studio norvegese aveva seguito delle donne che avevano assunto paracetamolo per più di 28 giorni in gravidanza. Tra i loro figli era emerso un tasso molto più alto della media di deficit motori e cognitivi.

Nel 2014 i ricercatori danesi avevano ottenuto risultati simili. Avevano rilevato una maggiore incidenza di deficit dell’attenzione tra i bambini esposti in grembo al paracetamolo.

Il paracetamolo è ad oggi consigliato alle puerpere per affrontare infiammazioni e malattie autoimmuni. Alcuni medici ritengono quindi che le conseguenze negative sulla prole siano dovute a questi fattori. La colpa del tasso maggiore di ADHD sarebbe delle infiammazioni che il paracetamolo combatte, non del farmaco stesso.

L’ultimo studio

L’ultimo studio riguardante il paracetamolo in gravidanza ha cercato di eliminare gli altri fattori di rischio. I ricercatori hanno anche analizzato il ruolo dell’assunzione paterna del paracetamolo, nelle settimane precedenti il concepimento.

Per lo studio il team ha usato i dati del Norwegian Mother and Child Cohort Study. Include 114.744 bambini nati tra il 1999 e il 2009, 95.242 donne e 75.217 uomini. Quasi la metà delle donne (52.707) hanno usato il paracetamolo in gravidanza.

Il tasso di ADHD è risultato maggiore tra i figli di donne che avevano assunto il farmaco per più di 7 giorni. La percentuale di rischio è raddoppiata tra coloro la cui madre aveva usato il paracetamolo per più di 29 giorni. In caso di febbre, infezioni e assunzione per 22-28 giorni, la probabilità è cresciuta addirittura di 6 volte.

Per il momento lo studio si è limitato a osservare un possibile collegamento. Non è detto che ci sia un legame di causa ed effetto tra assunzione di paracetamolo e ADHD. È però vero che i dati invitano a una maggiore prudenza.

Fonte: medicalnewstoday.com

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