Nato a Catania il primo bambino siciliano concepito con l’eterologa

Si tratta del primo bambino concepito in Sicilia attraverso la fecondazione eterologa, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il divieto contenuto nella Legge 40 del 2004.

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Alla fine dello scorso mese di luglio, una donna di 40 anni, ha partorito il primo neonato nato in Sicilia grazie alla fecondazione assistita eterologa, non riesce a contenere la felicità. Prima di poter accedere a questo trattamento (ovvero prima della sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il divieto contenuto nella Legge 40 del 2004), la donna e il marito, suo coetaneo, avevano provato di tutto, consultando medici specialisti in Italia e all’estero e recandosi anche per un periodo in Spagna per tentare lì l’eterologa.

Il bimbo, che alla nascita pesava 3 chili e 200 grammi e che si nutre del latte materno, è nato al Policlinico di Catania nella Clinica Ostetrica diretta dal ginecologo Antonio Cianci. Il trattamento di fecondazione eterologa era stato effettuato, invece, presso il Centro UMR (Unità di Medicina della Riproduzione)-Hera di Catania, diretto dal ginecologo Nino Guglielmino; questa stessa struttura nel lontano 2000 era stata la prima in tutta Italia a realizzare una diagnosi genetica pre-impianto per la talassemia. A oggi presso il Centro sono già stati effettuati70 gli interventi di fecondazione eterologa, con una percentuale di gravidanza ottenuta pari a circa il 50%. Secondo le dichiarazioni del dottor Guglielmino, il Centro ha già circa 250 coppie prenotate per effettuare il trattamento di Pma e attualmente sta collaborando con l’associazione Aidagg sul tema delle donazioni e dell’Egg sharing.

La Sicilia è quindi la terza regione d’Italia, dopo il Lazio e la Toscana, a ospitare un nuovo nato grazie alle tecniche di fecondazione eterologa dopo l’abolizione del divieto, ma permangono moltissime criticità. Gli ovociti arrivano ancora da banche cpn sede all’estero e i trattamenti (anche quelli dell’omologa, che impiega i gameti della coppia) restano sull’Isola un servizio ancora a pagamento. Le strutture pubbliche che dovrebbero fornire trattamenti di Pma funzionano ancora non a pieno regime e le convenzioni con il sistema regionale non sono ancora partite.

Fonte: “La Repubblica”

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