Medicina rigenerativa LEGO

La medicina rigenerativa si ispira ai LEGO

Medicina rigenerativa più facile con le cellule staminali “LEGO”. I ricercatori hanno magnetizzato le cellule, così da assemblarle senza matrici

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

I ricercatori del Laboratoire Matière et Systèmes Complexes (CNRS/Université Paris Diderot) hanno trasformato le cellule staminali in LEGO. Hanno infatti incorporato delle nanoparticelle magnetiche al loro interno, così da aiutarle ad aggregarsi.

Il sistema si basa su magneti di dimensioni microscopiche, inseriti dentro le cellule staminali. Ciò consente alle cellule di unirsi senza una matrice esterna che le supporti. In questo modo è possibile manipolare le cellule che formeranno il tessuto come si preferisce. La tecnica potrebbe dare una grossa spinta agli studi biofisici, oltre che alla medicina rigenerativa.

La nanotecnologia nella medicina di domani

La nanotecnologia si sta conquistando un posto importante nell’ambito medico. Offre infatti soluzioni un tempo impensabili e consente di studiare un modo per superare i limiti attuali di certi trattamenti. Sta inoltre diventando sempre più importante nella diagnosi e nella creazione di nuove terapia, in particolare per quanto riguarda la rigenerazione dei tessuti.

Una delle grandi sfide attuali è creare un insieme di cellule coese e organizzate tra loro, senza però usare una matrice esterna a supporto. Una questione complicata, specie quando si parla di tessuti di grosse dimensioni o bisogna stimolare i tessuti affinché imitino le controparti in vivo.

Le cellule staminali come i LEGO

I ricercatori hanno trasformato le cellule staminali in tanti mattoncini LEGO, usando il magnetismo per assemblarle, organizzarle e stimolarle. Hanno prima di tutto magnetizzato le cellule, incorporandovi nelle nanoparticelle magnetiche. Dopodiché le hanno controllate usando dei magneti esterni.

Usando due magneti è possibile determinare come le cellule si aggregano tra loro, lavorando sulla forma finale del tessuto. L’operazione non pare influenzare la capacità di riprodursi o di differenziarsi delle cellule staminali.

Fonte: medicalxpress.com

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