In Italia sono 70mila le coppie infertili che ricorrono alla procreazione assistita

Un quinto delle coppie ha problemi di infertilità. La procreazione assistita e la crioconservazione possono aiutare queste coppie, anche se si tratta di malati oncologici.Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Circa 12.720 neonati italiani sono stati dati alla luce nel 2014 grazie alla procreazione  assistita (PMA), circa il 2,5% del totale dei nati. Nello stesso anno più di 70mila coppie con problemi di fertilità hanno deciso di sottoporsi a procreazione assistita. Un percorso a ostacoli, al punto che quasi il 50% lo abbandona prima della fine dei cicli previsti, senza aver dato inizio a una gravidanza.

I problemi di infertilità (conclamati nel caso di mancato concepimento dopo dodici mesi di rapporti non protetti) riguardano più di due coppie su dieci e sono legati a cause diverse. Tra i fattori in gioco, stili di vita sbagliati, la presenza di particolari malattia e la scelta di procrastinare il momento di provare ad avere figli (oggi l’età media di una donna alla sua prima gravidanza è di 31,5 anni). Mano a mano che l’età avanzata diminuiscono le probabilità di avere un bambino in modo naturale. Per questo sempre più coppie ricorrono alla procreazione assistita. In Italia sono operativi circa 300 centri di procreazione assistita. Oggi i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) comprendono la procreazione assistita, ma nei centri pubblici l’attesa è ancora lunghissima.

Vi è poi il caso dei malati oncologici; il 10% delle donne con un tumore è ancora in età fertile. Spesso i trattamenti oncologici possono compromettere la fertilità, ma oggi le cose stanno cambiando: anche chi lotta contro un tumore in età giovanile può pensare di avere una gravidanza. I centri offrono il servizio di crioconservazione del seme maschile, di ovociti o del tessuto ovarico, che deve essere effettuata prima dei trattamenti antitumorali. Nel 2014 nel nostro Paese sono stati effettuati 2.153 cicli di congelamento degli ovuli e sono attivi 14 centri pubblici con un’unità dedicata alla preservazione della fertilità nei pazienti oncologici.

Fonte: Linkiesta

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