Conservazione cordone ombelicale, il racconto di una mamma

Conservazione cordone ombelicale: il racconto di una mamma

“Conservazione cellule staminali, i motivi per cui conservare il cordone ombelicale alla nascita del vostro bambino”. Era questo, mi sembra, il titolo di quell’articolo sul giornale. Era la prima volta che sentivo parlare di cellule staminali e conservazione del cordone ombelicale. 

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

“Con tutte le cose che ho per la testa in questo momento, figuriamoci se mi rimane il tempo di informarmi anche su questo” è stato il mio primo pensiero. Avevo saputo da poco di essere incinta e, per quanto io e il mio compagno lo avessimo cercato tanto un bambino, la novità mi aveva un poco scombussolata: mi sembrava di avere troppe cose da fare e troppo poco tempo a disposizione. Ho lasciato il giornale a languire sul tavolino del soggiorno, proprio davanti al divano. Settimane dopo, quando finalmente decisi di concedermi un po’ di relax tra la preparazione della cameretta e l’acquisto di una carrozzina, ripresi in mano quel giornale e mi misi a leggere senza convinzione quello stesso articolo.

L’argomento si fece via via più interessante, mano a mano che leggevo. L’articolo citava tutte e ottanta (e oltre) le malattie per cui una terapia con cellule staminali può essere utile e citava una stima sulle probabilità di trovare un donatore compatibile in caso di bisogno: circa 1 su 50.000. Cominciava ad interessarmi. Si trattava della salute di mio figlio: quand’era così, il tempo lo avrei trovato. Lessi che le cellule staminali del cordone ombelicale hanno meno probabilità di rigetto in caso di trapianto, nel caso in cui fossero state trapiantate non nel donatore ma in qualcun’altro, magari un componente della famiglia.

Si trattava, quindi, non solo della salute di mio figlio, il che sarebbe già stata una ragione sufficiente a scatenare il mio interesse, ma di quella di tutta la famiglia. Infatti l’articolo continuava dicendo che l’intervento che avviene più frequentemente è proprio quello in cui le cellule staminali conservate vengono infuse in un familiare del bambino dal cui cordone sono state prelevate.

Volevo saperne di più. Conservare il cordone ombelicale non mi sembrava più una perdita di tempo, mi sembrava, invece, un modo per dare al mio bambino una carta in più da giocare, se e quando ne avesse avuto bisogno.

Foto: Flickr.com

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