Controllo della fertilità

PMA: 1 coppia su 4 fa solo il controllo della fertilità femminile

Dalla Società Italiana di Andrologia arriva un grido di allarme: il 25% delle coppie infertili si limita al controllo della fertilità femminile

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Gli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) segnalano che 1 coppia su 4 si limita al controllo della fertilità femminile. Un errore grave per quanti non riescono ad avere figli e decidono di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita. I dati comunicano infatti che nel 50% dei casi l’infertilità dipende da lui.

L’infertilità è solo femminile?

Negli ultimi anni il tema della prevenzione dell’infertilità è diventato centrale. Stanno comparendo sempre più programmi per il controllo della fertilità femminile e per la prevenzione. Anche nella sfera privata, in caso di infertilità di coppia gran parte dell’attenzione va sulla donna. Si cercano le possibili cause dell’infertilità di lei e i possibili trattamenti per superarli. Tutto questo nonostante il numero di casi di infertilità maschile sia sovrapponibile a quello di infertilità femminile.

Alessandro Palmieri è presidente della SIA e professore presso l’Università Federico II di Napoli. La Società ha analizzato i dati raccolti a livello nazionale, scoprendo che il 25% delle coppie infertili effettua solo il controllo della fertilità femminile. Ciò significa che 1 coppia su 4 non effettua diagnosi sulla componente maschile della coppia. Anche i trattamenti sono sulle spalle quasi solo delle donne.

I benefici dei controlli sulla fertilità maschile

Il 50% dei casi di infertilità ha origine maschile. Controllare sempre anche la fertilità di lui consentirebbe di evitare circa 8 mila PMA l’anno. Una riduzione del numero dei trattamenti che comporterebbe un risparmio di oltre 150 milioni di euro. Anche qualora fosse inevitabile ricorrere alla procreazione assistita, si alzerebbe il tasso di successo di circa il 50%.

Secondo Palmieri, il ricorso alla procreazione assistita dovrebbe essere l’estrema ratio per una coppia. Controllare la fertilità maschile prima di procedere con la PMA consentirebbe in molti casi di intervenire alla radice. In questo modo si risparmierebbero non solo soldi, ma anche interventi invasivi e in certi casi inutili.

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