Conservazione del cordone ombelicale: Italia in ritardo

Il 95% dei cordoni ombelicali finiscono nei rifiuti biologici ma il nostro Paese è tra i primi dieci per materiali stoccati nelle biobanche pubbliche. A sottolineare questo contrasto è il professor Paolo Fiorina, ricercartore dell’Harvard Medical School di Boston, in occasione del convegno ‘I metodi rigenerativi in odontoiatria e le biobanche: presente e futuro’ tenutosi martedì a Roma.

Ad oggi in Italia tre centri specializzati gestiscono il 50% dei volumi di cellule staminali raccolti. Ne consegue che i tanti altri piccoli laboratori presenti sul territorio nazionale (sono 19 le biobanche pubbliche italiane) lavorano con numeri bassi. Fiorina ha inoltre sottolineato che in Italia attualmente le strutture non sono obbligate al conseguimento della massima certificazione degli standard qualitativi: la GMP (Good Manufacturing Practice). Da tempo l’Europa chiede al nostro Paese l’adeguamento a questi standard – sottolinea il ricercatore – ma l’adeguamento alla norma costa tra i cinque e i sette milioni di euro, una cifra che nessuna delle biobanche ha voluto spendere, quindi nessuna ha questa garanzia.
Alle parole di Paolo Fiorina si aggiungono quelle di Alessandro Moretti, della Harvard Business School di Boston, che precisa: le biobanche in Italia sono circa la metà per grandezza di quelle presenti in Germania e Francia e circa un quinto rispetto alle strutture di Spagna e Usa. Il primo obiettivo, secondo entrambi i ricercatori, dovrebbe quindi essere quello di aumentare le percentuali di raccolta, stoccaggio e conservazione delle cellule staminali. Se ogni anno, infatti, vengono raccolte in Italia circa 28 mila unità di sangue cordonale, è bene precisare che solo il 10-12% raggiunge la fine del processo e viene crioconservato. Questo avviene perché a volte il campione raccolto non rispetta alcuni arametri qualitativi, ma anche perché capita che la procedura di raccolta e estrazione del sangue cordonale non venga eseguita correttamente, causando quindi una perdita all’intero sistema.

Fonte immagine: kurtislizandchauncey . Flickr.com

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