Confermata l’efficacia delle staminali cordonali per il trattamento del diabete di tipo 1

Un nuovo studio sperimentale ha dimostrato l’efficacia del trapianto di cellule staminali cordonali su 42 pazienti malati di diabete di tipo 1.

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Secondo una recente ricerca, il trapianto di cellule staminali cordonali, unito a quello di cellule staminali autologhe del midollo osseo, può rappresentare un nuovo approccio molto promettente per il trattamento dei pazienti affetti da diabete di tipo 1.

I risultati dello studio, che ha avuto una durata di un anno e ha coinvolto un campione di 42 pazienti che hanno subito il trapianto, sono stati recentemente presentati al World Diabetes Congress 2015 da Xiumin Xu, direttore del China-USA Collaborative Human Cell Transplant Program presso il Diabetes Research Institute dell’Università di Miami. Inoltre, sono stati resi noti sulla rivista “Diabetes Care”.

Xiumin Xu sostiene che le terapie per il trattamento del diabete di tipo 1 devono tenere conto del sistema immunitario autoreattivo nonché del processo di riparazione e rigenerazione delle cellule beta del pancreas .

La maggior parte degli studi clinici sul diabete di tipo 1 sono stati condotti su pazienti subito dopo l’insorgenza della malattia, ma lo studio ha dimostrato che un minimo livello di produzione di insulina è presente ancora in molti pazienti anche anni dopo la diagnosi.

Nello studio, i ricercatori hanno utilizzato cellule staminali cordonali mesenchimali; una precedente ricerca aveva sottolineato come questo tipo di cellule non fosse sufficiente per attivare la rigenerazione e la riparazione del tessuto. Pe questo gli scienziati hanno trapiantato sui pazienti anche cellule autologhe di midollo osseo. Entrambi questi tipi di cellule, infatti, favoriscono la rigenerazione delle cellule pancreatiche che secernono insulina, mentre le cellule mesenchimali inibiscono-cellulo-mediate T risposte contro le cellule beta di nuova formazione.

Il campione dello studio comprendeva pazienti di età compresa tra i 18 a i 40 anni, a cui era stato diagnosticato il diabete di tipo 1 da più di 2 anni ma meno di 16. Per assicurare l’omogeneità, le cellule staminali cordonali utilizzate nella sperimentazione sono state tutte attinte dal medesimo donatore.

A 12 mesi dal trapianto, i pazienti hanno mostrato livelli inferiori di ansia e depressione un miglioramento significativo della qualità della vita. Nonostante il campione esiguo,  possibile dunque affermare che questa terapia sperimentale ha portato importanti benefici tra i pazienti.

Fonte: “Medscape”

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