cellule staminali

Cellule staminali, un’arma per combattere il tumore al pancreas

Ricerca scientifica: lo studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia e del Policlinico modenese per trasformare le cellule staminali in un’arma velenosa contro il tumore al pancreas.

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Cellule staminali: non più solo un possibile trattamento contro leucemie e linfomi, ma anche una attendibile arma per combattere il tumore al pancreas.

Si profilano, infatti, novità interessanti ed incoraggianti dal punto di vista scientifico e medico contro uno dei tumori più temuti: dopo il documento del Decreto Ministeriale del 18 novembre 2009 in cui il Ministero della Salute ha stilato una lista di patologie che possono essere trattate con l’uso del trapianto di cellule staminali ematopoietiche, nuovi possibili scenari si profilano all’orizzonte anche per gli ammalati di tumore al pancreas.

A stabilirlo è uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con il Policlinico di Modena: la ricerca scientifica, il cui studio sulla terapia genica contro il tumore al pancreas è stato pubblicato su Human Gene Therapy, è partito nel 2011 ma da allora ha già portato risultati incoraggianti.

Infatti, secondo i ricercatori guidati dall’oncologo Massimo Dominici, le cellule staminali possono essere modificate con lo scopo di produrre sostanze selettivamente tossiche in grado di eliminare il tumore al pancreas, la cui componente di cellule stromali maligne è molto elevata.

Lo scopo dello studio sperimentale consiste nel fornire al tumore delle cellule stromali normali che possano produrre una molecola tossica, che l’oncologo Massimo Dominici definisce “cavallo di Troia”: in questo modo, interferendo tra stroma e tumore, si potrebbe creare un ambiente adatto ad aumentare le capacità di difesa dell’uomo nei confronti delle cellule tumorali.

I risultati dello studio sono incoraggianti, in quanto alcuni esperimenti hanno dimostrato che, già 24 ore dopo il trattamento, le cellule tumorali possono essere eliminate. Per questo motivo, si attendono ulteriori studi ed altre ricerche che potrebbero portare, dopo la fase pre-clinica di studio sull’animale, alla sperimentazione sul paziente.

Finanziato dal Ministero della Salute e portato avanti anche con i fondi dell’Airc, lo studio verrà portato avanti fino alla fine dell’anno, quando si attende una possibile svolta con la sperimentazione sull’uomo.

 

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