Cellule staminali e malattie neurodegenerative

Largo alle cellule staminali contro le malattie neurodegenerative

Un team di ricercatori italiani ha analizzato gli studi riguardanti l’uso delle cellule staminali nel trattamento delle malattie neurodegenerative

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Il cervello ha scarse capacità rigenerative, è quindi incapace di auto riparare danni creati da malattie e incidenti. Gli studiosi stanno cercando un modo per usare le cellule staminali a questo scopo. Un team di ricercatori italiani ha analizzato gli studi più promettenti del campo.

Una metaricerca

Sono in corso numerosi studi riguardanti trattamenti contro malattie neurodegenerative. Quelli che sfruttano il potere delle cellule staminali sono quasi tutti fermi alla sperimentazione animali. Alcuni sono stati testati sull’essere umano, ma si parla di piccoli gruppi di pazienti. Ciononostante, tanto basta per mostrare l’enorme potenziale di certi trattamenti.

Quattro ricercatori dell’Università di Palermo hanno analizzato gli studi ad oggi pubblicati su staminali e malattie neurodegenerative. Hanno raccolto tutti i dati a disposizione, ottenendo un quadro della situazione attuale della ricerca.

Tutti i tipi di staminali

Nel loro studio, i ricercatori discutono vantaggi e ostacoli dell’utilizzo di diversi tipi di cellule staminali. Hanno preso in esame cellule staminali embrionali, mesenchimali, pluripotenti indotte e neuronali. Inoltre, hanno supportato con nuove prove alcune scoperte riguardanti l’uso di antiossidanti naturali.

Nelle ultime fasi di una malattia neurodegenerativa, il corpo continua a perdere neuroni impossibili da rigenerare. Secondo il metastudio, le cellule staminali non solo producono nuovi neuroni, ma secernono fattori ringiovanitivi. Controllare il processo consentirebbe sia di riparare le zone danneggiate sia di rinforzare i neuroni rimasti.

Fonte: liebertpub.com

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