Cellule staminali cerebrali dormienti

Cervelli sani grazie alle cellule staminali cerebrali dormienti

Le cellule staminali cerebrali dormienti potrebbero rivoluzionare il futuro della medicina rigenerativa. Bisogna solo scoprire come svegliarle

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Il cervello non si riparerà da solo, ma ha tutti gli strumenti necessari per riprendersi prima. Uno studio del Wellcome Trust/Cancer Research UK Gurdon Institute svela il potenziale delle cellule staminali cerebrali dormienti. Se stimolate, queste potrebbero aiutare il cervello a riparare lesioni, danni da ictus e da invecchiamento.

Cellule staminali addormentate

Dentro il cervello dormono migliaia di cellule staminali cerebrali. Passano la maggior parte della propria vita in uno stato di quiescenza, senza differenziarsi né riprodursi. La medicina rigenerativa sta cercando un modo per risvegliare queste cellule al bisogno. Ciò consentirebbe di riparare in maniera non invasiva eventuali lesioni e di contrastare malattie come l’Alzheimer.

I ricercatori Leo Otsuki e Andrea Brand hanno scoperto un nuovo tipo di cellule staminali cerebrali quiescenti. Le hanno chiamate G2 e possiedono un potenziale rigenerativo molto più alto della media delle staminali.

Il potenziale delle G2

Se risvegliate, le cellule G2 generano neuroni e cellule della glia, cellule chiave per il funzionamento del cervello. Lo generazione avviene più velocemente rispetto a quella effettuata da altre cellule staminali quiescenti. Potrebbero quindi essere un grosso aiuto sia per la creazioni di modelli per la ricerca, sia nell’ambito della medicina rigenerativa.

I due ricercatori hanno identificato un gene che regola la quiescenza delle cellule staminali G2. Un farmaco che riuscisse ad accenderlo e spegnerlo a piacere sarebbe uno strumento inestimabile per la medicina rigenerativa. Ci vorrà però del tempo prima di identificare una molecola adatta allo scopo.

Fonte: eurekalert.org

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi unirti alla discussione?
Sentiti libero di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calcola e digita il valore numerico *