Test genetico per anticoagulanti

Anticoagulanti migliori con un test genetico

Uno studio statunitense propone un test genetico per migliorare il dosaggio del warfarin. Il procedimento diminuisce le reazioni avverse del 27%

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

Il Warfarin è un farmaco anticoagulante pensato per prevenire la formazione di coaguli di sangue. È in commercio da molti anni, eppure prescriverlo comporta dei rischi. Una dose eccessiva potrebbe provocare emorragie interne; una dose ridotta risulterebbe inefficace.

Il problema è che, in base alle componenti genetiche del paziente, il corpo lo processa in modo diverso. È quindi difficile stabilire un dosaggio standard in base solo a criteri come peso ed età. Secondo, uno studio della Washington University School of Medicine, un test genetico può rendere l’operazione più facile e sicura.

Dosaggio standard vs test genetico

Lo studio ha coinvolto più di 1500 pazienti in cura con il Warfarin e li hanno divisi in due gruppe. Il primo gruppo ha ricevuto il farmaco secondo il dosaggio standard. Il secondo si è sottoposto a un test genetico, in base al quale i medici hanno stabilito il dosaggio.

Su 789 pazienti del primo gruppo, 116 (14,7%) hanno avuto almeno un effetto negativo dovuto al farmaco. Su 808 pazienti del secondo gruppo, solo 87 (10,8%) hanno avuto problemi. I pazienti sottoposti a test genetico hanno avuto il 27% di reazioni avverse in meno. Reazioni avverse che comprendono emorragie, coaguli e overdose.

Le varianti

Studi precedenti sull’uso di test genetici per il dosaggio di Warfarin avevano dato risultati contrastanti. Erano però studi molto più piccoli e prendevano in considerazione meno geni rispetto a quello di Washington.

Al contrario degli studi precedenti, quello nuovo ha esaminato le varianti in 3 geni per 11 giorni di terapia. Hanno scoperto che alcune varianti influenzano la sensibilità al farmaco e la capacità di riciclare vitamina K. Le varianti nel terzo gene, invece, tocca il metabolismo del fegato. In alcuni casi, questa variante può provocare overdose e necessita quindi di una particolare attenzione.

Alle tre varianti principali se ne sommano altre, presenti soprattutto tra chi ha antenati africani.

Fonte: medicine.wustl.edu

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